Per l’Agenzia delle Entrate il Bitcoin va considerato una valuta estera ma per prevederne l’indicazione nel quadro RW è necessaria una norma ad hoc. Il Bitcoin presenta infatti le principali caratteristiche della moneta anche se non è una moneta fiat, non essendo stata emessa da alcun ente e non avendo ‘corso legale’. Pertanto, qualificando il Bitcoin come valuta estera, l’Agenzia ha guardato alla sostanza dell’oggetto. Tale criptovaluta va poi qualificata come valuta estera in quanto in Italia la valuta ufficiale è l’euro. Più delicata la qualificazione del wallet come ‘conto corrente estero’, cui consegue il trattamento fiscale indicato nell’interpello 956-39/2018.

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