Una macchina con muscoli e cervello. Così Dario Scannapico a capo della nuova Cassa Depositi ha definito l’istituzione finanziaria controllata dal ministero dell’Economia che movimenta 65 miliardi di risorse per una leva di 128 miliardi di investimenti. Investimenti selezionati solo tra quelli che ‘generano un forte impatto socio-ambientale’. A tal fine servono nuove e maggiori competenze tecniche per aumentare la capacità di analisi settoriale. Parimenti importante è il monitoraggio delle spese. La sfida all’emergenza climatica pone la Cdp nelle vesti di regista del Paese anche in virtù delle partecipazioni strategiche e dunque stabili in società come Terna e Snam, della futura Autostrade, di Open Fiber, di società energetiche come Eni o Italgas. Per il cambiamento climatico bisogna spingere sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Servono maggiori investimenti sulle reti idriche e sulla diffusione della banda larga. Scannapico intende massimizzare l’efficacia dell’azione di Cdp nel sostegno alle iniziative agganciate alle risorse europee del Pnrr. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Cdp, nel piano quattro priorità e investimenti per 128 miliardi’ – pag. 8)

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