I contribuenti che decideranno di non usufruire della sanatoria sui crediti d’imposta ricerca e sviluppo, prevista dal decreto legge fisco-lavoro e che proseguiranno il contenzioso nel caso vi sia già la notifica di un atto di recupero ovvero lo avvieranno per effetto di eventuali prossime contestazioni, oltre alle prime e importanti sentenze di merito tutte favorevoli al contribuente potranno citare a loro favore due ulteriori elementi: il contenuto della relazione illustrativa che accompagna il decreto legge e le due recenti sentenze n. 34443 e 34445 della Corte di Cassazione. Secondo i giudici della Suprema corte il credito d’imposta è inesistente quando manca il presupposto costitutivo e quando tale mancanza sia evincibile dai controlli automatizzati o formali sugli elementi dichiarati dal contribuente.

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