Il legislatore è alla ricerca di un compromesso, tra l’esigenza di consentire una efficace circolazione dei crediti dal bonus edilizia e quella di impedire frodi fiscali. Il Dl Aiuti, varato dal Cdm lo scorso 5 maggio ma non ancora pubblicato sulla G.U. prevede una ennesima modifica dell’art. 121 del decreto Rilancio con la quale si ampliano le possibilità delle banche di cedere i crediti di cui sono entrate in possesso. Prima delle novità contenute nel decreto Aiuti il credito oggetto di una prima cessione poteva essere ceduto al massimo altre due volte, ma solo a favore di banche e società finanziarie, vigilate dalla Banca d’Italia e di società appartenenti a un gruppo bancario. Alle banche, in relazione ai crediti giunti alla terza cessione, era consentita un’ulteriore cessione ma a soggetti clienti. Con la nuova disposizione le banche e le società (Sgr, Sim, Sicaf) appartenenti a gruppi bancari possono cedere i crediti anche prima che siano giunti alla terza cessione. Tuttavia, la cessione può essere fatta solo nei confronti dei correntisti della banca, ma solo se si tratta di clienti professionali privati.

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